
Cittadinanza per matrimonio, anche se celebrato prima del 1983
Il termine “cittadinanza” indica il rapporto tra un individuo e lo Stato ed è lo status al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia, il concetto di cittadinanza nasce al momento della costituzione dello Stato unitario ed è attualmente disciplinata dalla legge del 5 febbraio 1992, n. 91.
La cittadinanza per matrimonio o unione civile (art. 5 l. n. 91/92)
Ai sensi della nuova normativa del 1992, il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana se:
1. dopo il matrimonio (o l’unione civile), risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica,
2. dopo il matrimonio (o l’unione civile), siano trascorsi tre anni di residenza all’estero dalla data del matrimonio.
Al momento del decreto che concede la cittadinanza italiana non deve essere intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (o dell’unione civile) e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi.
I termini di due e tre anni sono ridotti alla metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Questo procedimento richiede un massimo di 24 mesi dalla presentazione della domanda, prorogabili fino a 36, e prevede che sia interessato direttamente il Ministero dell’Interno.
La documentazione necessaria per la cittadinanza iure matrimonii
Per procedere alla richiesta di concessione della cittadinanza italiana per matrimonio o unione civile, i documenti necessari sono:
- Documenti di identità del richiedente (carta di identità, passaporto e codice fiscale, se in possesso del richiedente),
- L’estratto dell’atto di nascita del Paese di origine del richiedente (apostillato/legalizzato e tradotto),
- Certificato penale del Paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza) del richiedente, legalizzato e munito di traduzione legalizzata (escluso il caso in cui, al compimento del 14° anno di età, l’interessato/a avesse già la residenza legale in Italia e l’abbia sempre mantenuta),
- Permesso di soggiorno, se il richiedente si trova in Italia,
- Estratto dell’atto di matrimonio (registrato in Italia anche se celebrato all’estero);
- Attestato di conoscenza della lingua italiana di livello non inferiore a B1, rilasciato da un istituto scolastico pubblico o parificato o da un ente certificato dal MIUR; il certificato non è necessario se il richiedente è titolare del permesso di soggiorno UE di lungo periodo o se ha sottoscritto un accordo di integrazione,
- Copia del versamento del contributo di €250 da versare al Ministero dell’Interno,
- Marca da bollo da €16.
Attenzione: se le residenze dei coniugi sono diverse, o se non sai come muoverti per legalizzazione/traduzione dei tuoi documenti, o non hai ancora nessun attestato di conoscenza della lingua italiana, contattami per avere informazioni.
Matrimonio celebrato prima del 1983 (anche per gli stranieri sposati con cittadine italiane)
Una strada più veloce spetta alle donne straniere che sposarono un cittadino italiano prima del 27 aprile 1983 e che hanno diritto al riconoscimento automatico della cittadinanza italiana, anche nei casi in cui nel frattempo vi sia stato un divorzio.
L’art. 10 della legge n. 555/1912 stabiliva, infatti, che “la donna straniera che si marita ad un cittadino acquista la cittadinanza italiana”. In questi casi, alla trascrizione dell’atto di matrimonio in Italia, segue la possibilità per la donna di essere riconosciuta cittadina italiana presso le autorità italiane, senza nessuna altra allegazione, al di fuori del proprio estratto dell’atto di nascita (legalizzato/apostillato e tradotto).
Attenzione! Anche per gli uomini stranieri sposati con una cittadina italiana prima del 27 aprile 1983 è stata riconosciuta la stessa possibilità. Tuttavia, le modalità per la presentazione della domanda sono diverse! Per sapere come fare in questo caso, contattami.
Conclusione
Parlare di cittadinanza italiana vuol dire parlare anche di cittadinanza europea, di cui gode ogni cittadino di un Paese membro della Ue, come l’Italia, oltre alla cittadinanza del Paese di origine… e la cittadinanza dell’Unione europea, come quella italiana, comporta una serie di diritti, anche per i discendenti dei cittadini italiani (per saperne di più clicca su Come essere riconosciuti cittadini italiani per discendenza).
Se hai la possibilità di essere riconosciuto cittadino italiano per discendenza o per matrimonio e vuoi saperne di più, contattami per una consulenza!
"Minor issue" nella cittadinanza italiana iure sanguinis - Valentina Leone Milli
30/10/2024[…] Parlare di cittadinanza italiana vuol dire parlare di anche cittadinanza europea, di cui gode ogni cittadino di un Paese membro della Ue, come l’Italia. La cittadinanza dell’Unione europea, come quella italiana, comporta una serie di diritti, anche per i coniugi dei cittadini italiani (per saperne di più clicca su Cittadinanza per matrimonio, anche se celebrato prima del 1983). […]